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Urban Warfare e partecipazione diretta alle ostilità

Si è svolta lo scorso 5 dicembre la conferenza presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito

Si è svolta lo scorso 5 dicembre la conferenza presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito

Il 5 dicembre nell’aula magna della scuola sottufficiali dell’esercito a Viterbo si è svolta l’XI conferenza dal titolo “Urban Warfare e partecipazione diretta alle ostilità”.

Su invito congiunto del comandante della generale Gabriele Toscani De Col e del presidente della Croce Rossa Italiana di Viterbo Marco Sbocchia, alla presenza delle alte cariche delle forze armate presenti sul territorio appartenenti all’Aves, dei vertici nazionali della Croce Rossa Italiana, Ilaria Sebregondi, viceispettrice nazionale del corpo delle infermiere volontarie e colonnello Pietro Ridolfi delegato Area 4 e presidente della commissione nazionale per il diritto interazionale umanitario della Cri, agli allievi marescialli dell’esercito e dell’aeronautica insieme ai volontari della Cri, sono stati trattati temi inerenti il Diu, in particolare Urban Warfare e partecipazione diretta alle ostilità.

Dopo i saluti degli organizzatori, i lavori hanno avuto inizio con l’intervento del colonnello Francesco Elia, Stato Maggiore dell’Aereonautica, che ha sviscerato le problematiche dello Urban Warfare e la partecipazione diretta alle ostilità soffermandosi sugli attacchi rivolti alla popolazione e ai beni civili, specificandone il ruolo nel momento in cui prendendo parte alle ostilità.

Essi diventano, infatti, obiettivo militare perdendo la protezione altrimenti accordatagli dalla IV Convenzione di Ginevra del 1949.

Fondamentale per chi dirige l’attacco è quello di evitare danni incidentali e collaterali utilizzando le precauzioni previste nelle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e nei Protocolli Aggiuntivi del 1977.

Sono state approfondite altresì le sanzioni comminate dalla Commissione delle Nazioni Unite che ha indagato su quali mezzi e metodi siano stati utilizzati nei conflitti, alcuni ancora in atto, nel mondo.

La Conferenza ha avuto seguito nell’intervento dell’avvocato Gerardo Di Ruocco, membro della Commissione Nazionale Diu della Cri, che ha trattato il tema della “Partecipazione diretta alle ostilità” soffermandosi sul principio di Umanità, Distinzione e Proporzionalità, sulle regole da applicare durante un conflitto e sulle definizioni che sono alla base del diritto internazionale umanitario.

Il Cicr (Comitato Internazionale di Croce Rossa), custodisce, promuove e diffonde anche attraverso le attuali 190 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa il Diritto Internazionale Umanitario, ovvero l’insieme delle norme del diritto di guerra e del diritto dell’assistenza.

Di Ruocco nel suo intervento si è soffermato sull’importanza della protezione della popolazione civile e sulla distinzione tra obiettivo militare e bene civile, specificando le more dello Jus in bello.

L’evento ha visto la partecipazione attiva degli astanti che hanno porto le loro domande e i loro dubbi ai conferenzieri, i quali hanno risposto in modo esaustivo chiarendo le perplessità emerse.

Si è compiuto un altro passo nella promulgazione del Diritto Internazionale Umanitario come nel prosieguo dei compiti che il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si prefigge fin dalla sua creazione nel 1853.




Pubblicato il: 29/01/2017

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